Arresto cardiaco: Linee Guida per il Primo Soccorso

Ai tempi del Covid-19 anche il primo soccorso cambia, dall’annegamento all’arresto cardiaco, ecco le modifiche principali riassunte da IRC.

La rianimazione cardiopolmonare - massaggio cardiaco più respirazione bocca a bocca, insieme all’eventuale utilizzo del defibrillatore - può salvare la vita a una persona colpita da un arresto cardiaco. Ma visti i rischi legati al coronavirus, come comportarsi in questa fase se ci si ritrova di fronte una persona esanime, il cui cuore ha smesso di battere? È possibile soccorrerla minimizzando le probabilità, nel caso in cui risulti infetta, di essere contagiati? La risposta è affermativa, a patto di seguire le indicazioni riassunte dall’Italian Resuscitation Council (IRC) nelle linee guida su primo soccorso e rianimazione cardiopolmonare durante la pandemia di Covid-19.

Come affrontare un arresto cardiaco ai tempi del covid-19? 

Nel momento in cui si soccorre una persona colpita da un arresto cardiaco, il rischio di entrare a contatto con le goccioline emesse dalla sua bocca e dal suo naso è reale (più attraverso la ventilazione che il massaggio cardiaco). Su questo, seppur con evidenze non ancora definitive, la comunità scientifica è pressoché d'accordo. C'è però da trovare un equilibrio tra i benefici che possono essere determinati dalla rianimazione cardiopolmonare e i rischi di contrarre l'infezione dalla vittima. In quel momento, chi è a terra potrebbe anche essere positivo al coronavirus. Ma, al di là che ne sia consapevole o meno, in quelle fasi concitate non c'è modo di saperlo. Motivo per cui i soccorritori, indipendentemente dall'esperienza, sono chiamati a prendere una decisione al «buio». Come comportarsi, allora? Secondo gli esperti, una volta riscontrata l'assenza di respiro, la prima cosa da fare è chiamare i soccorsi (112 o 118). Ma cosa fare, in attesa dell'arrivo? Le indicazioni cambiano, tra il personale sanitario e i soccorritori laici (volontari, non sanitari). 

Le indicazioni per gli operatori sanitari e i soccorritori laici

Agli operatori sanitari è richiesto di intervenire indossando:

Secondo gli esperti, l'insieme di questi dispositivi permette di intervenire in sicurezza anche nel caso in cui un arresto cardiaco colpisse una persona positiva al coronavirus. 

Diverse invece le indicazioni per i soccorritori laici, ovvero le persone comuni che si ritrovano di fronte a un paziente in arresto cardiaco:

Cosa fare in caso di annegamento

Analoghe indicazioni riguardano chi è chiamato a soccorrere una persona annegata. Sia che sia presente o meno il defibrillatore nello stabilimento balneare, le indicazioni per soccorrere una persona annegata sono le seguenti.

In caso di annegamento, così come quando la vittima è un bambino, la ventilazione è più importante che in caso di arresto cardiaco. «Quando il cuore si ferma per un'asfissia - spiega Giuseppe Ristagno, anestestista all'ospedale Maggiore Policlinico di Milano e presidente dell'IRC - difficilmente il massaggio cardiaco e l'uso del defibrillatore sono efficaci, senza una dovuta ventilazione in grado di rifornire il sangue di ossigeno». Da qui l'indicazione a eseguire sempre le ventilazioni sulle vittime di annegamento, con alcune raccomandazioni per contenere il rischio di contagio da coronavirus. Nelle linee guida è indicato che «chi ricopre un ruolo che lo obbliga a prestare soccorso, come per esempio gli assistenti bagnanti, in servizio dovrebbe avere sempre a disposizione i dispositivi di protezione individuali», ovvero: 

A ciò occorre aggiungere il «sistema pallone-filtro maschera» (il pallone auto-espandibile per la ventilazione dotato anche di un filtro anti-virus) e, ove obbligatorio, «una fonte di ossigeno con un circuito per la sua erogazione». Se un assistente bagnante non è equipaggiato in maniera adeguata, sempre dopo aver allertato il 112 o il 118, le linee guida raccomandano di eseguire almeno la rianimazione cardiopolmonare con il solo massaggio cardiaco e di considerare la possibilità di eseguire le ventilazioni con altra tecnica (maschera tascabile). La stessa indicazione vale per i soccorritori occasionali sprovvisti del necessario equipaggiamento.

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