Arresto Cardiaco nei Giovani: Come Cardioproteggere i Ragazzi

Sensibilizzare i più giovani a prendersi cura del proprio cuore non è semplice, ma può salvare molte vite

Anche tra i giovanissimi, prendersi cura del proprio cuore è essenziale. A ricordarlo è il professor Francesco Fedele, Docente di Cardiologia alla Sapienza di Roma e Direttore DAI Malattie Cardiovascolari e Respiratorie presso il Policlinico Umberto I di Roma.

Come conferma il professore, “i giovani, indipendentemente dal fatto che facciano attività sportiva o meno, sono nella stragrande maggioranza sani, ma i dati parlano di circa 1000 morti cardiache improvvise per persone al di sotto dei 35 anni”.

Ma quali sono le cause principali di questi arresti cardiaci? Possiamo sicuramente individuare le malattie che alterano la struttura, la morfologia e la funzione del cuore, anomalie del sistema elettrico del cuore o anche processi infiammatori o infettivi. Spesso la causa è di natura genetica (cioè sono presenti mutazioni in uno o più geni del DNA).

Il prof. Fedele fa particolarmente riferimento a “cardiopatie che si caratterizzano per una vulnerabilità elettrica con rischio di fibrillazione ventricolare e arresto cardiaco in soggetti apparentemente sani”: queste cardiopatie sono il più delle volte diagnosticabili con una visita cardiologica ed esami strumentali, ma essendo queste cardiopatie spesso non note ai giovani e ai familiari non ci si sottopone ad alcun controllo cardiologico: è fondamentale intercettare coloro che hanno delle patologie, sottoponendosi ai controlli prima che sia troppo tardi.

Il grande problema è quindi intercettare coloro che hanno delle patologie cardiache, ma non lo sanno.

L’elettrocardiogramma Può Salvare una Vita

“L'elettrocardiogramma può salvare una vita perché può mettere in evidenza anche quelle alterazioni puramente elettriche che nemmeno un grande clinico può rilevare all'esame obiettivo” spiega il professore sul programma televisivo Uno Mattina.

Il semplice elettrocardiogramma può infatti svelare molte cardiopatie occulte che possono portare anche all’arresto cardiaco.

Per questo nelle scuole in tutta Italia che hanno aderito all’iniziativa sono cominciati programmi di screening, per monitorare i ragazzi tramite elettrocardiogramma.

La Risonanza Magnetica Nucleare

“Ma stiamo facendo di più - continua il professore - in collaborazione con  l’Istituto di Medicina del CONI di Roma stiamo cominciando anche ad analizzare l’origine anomala delle coronarie con la Risonanza Magnetica Nucleare. Si tratta di una grossa apparecchiatura che a differenza dell’ecocardiografo non ha radiazioni ionizzanti e che in questo caso non utilizza mezzo di contrasto. L’esame, non invasivo e sicuro, dura in tutto 15 minuti”.

Il prossimo passo, oltre ad “istituzionalizzare l’elettrocardiogramma come esame di base per poter escludere patologie maggiori, è aggiungere altri esami come la Risonanza Magnetica Nucleare.

Ma al di là della prevenzione è importantissimo anche l’intervento rapido in caso di malessere, possibile solo con la dotazione di defibrillatori nei luoghi pubblici, incluse le scuole, e l’avvio di progetti di insegnamento del primo soccorso in tutte le scuole, a cominciare dalle prime nozioni nelle scuole primarie, in modo che tutti i cittadini possano acquisire progressivamente le conoscenze e le competenze utili. Le pratiche da imparare per soccorrere una persona in arresto cardiaco sono la rianimazione cardiopolmonare e l’uso del defibrillatore. E con i defibrillatori semiautomatici i passaggi sono davvero semplici, dato che è il defibrillatore stesso ad occuparsi della diagnosi.

“Ma, - ricorda il prof. Fedele, - bisogna sapere cosa fare e quando farlo, e soprattutto non bisogna perdere quei 7-8 minuti che sono fondamentali a salvare una vita”.

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