«Chiunque Può Usare Questo Defibrillatore, Anche Senza il Corso», un Avviso Sotto Ogni Defibrillatore

Progetto Vita apporrà sotto ogni defibrillatore pubblico una targhetta con l'articolo del codice penale che obbliga tutti a soccorrere chi si trova in difficoltà

“Chiunque può usare questo defibrillatore se si trova a soccorrere una persona inanimata, come previsto dall’articolo 593 del codice penale”. Questo è l’avviso che apparirà sotto ogni defibrillatore di Progetto Vita, che da anni si impegna concretamente a diffondere i defibrillatori DAE nella città e provincia di Piacenza. La presidente di Progetto Vita, la dott.ssa Daniela Aschieri, la definisce una «provocazione» lanciata per dare un messaggio riguardo alla lunga diatriba sull’utilizzo dei defibrillatori in caso di bisogno. «Questa iniziativa non è altro che una provocazione: l’obiettivo sarebbe quello di cambiare la legge italiana, che ad ora obbliga a fare il corso per poter usare il defibrillatore».

La dottoressa continua: «Non soccorrere una persona a terra è omissione di soccorso, e anche se può non sembrare, è molto più pericoloso e invasivo effettuare un massaggio cardiaco, perché se non effettuato correttamente si possono causare danni. Al contrario, con il defibrillatore non si può sbagliare: oltre a spiegare passo per passo cosa fare e come applicare gli elettrodi - e comunque, in caso di chiamata al 118, l'operatore è in grado di guidare telefonicamente all'utilizzo - non si attiva se la persona interessata non è veramente colpita da arresto cardiaco. Per cui, perché in caso di necessità non si può comunque utilizzare?». Ricordiamo inoltre che la Centrale Operativa fornisce al telefono le indicazioni per usare il defibrillatore ed eseguire il massaggio cardiaco, seguendo il soccorritore passo dopo passo e non lasciandolo mai solo.

«Vorremmo arrivare ad una cultura della defibrillazione precoce: i corsi hanno un costo, vanno organizzati e  gestiti. La legge che regola questa materia è anacronistica, risale al 2001, e da allora non è mai cambiata». La legge contro la quale si batte Daniela Aschieri e tutti i cardiologi e medici promotori della defibrillazione precoce, è la legge del 3 aprile 2001, n. 120, la quale dispone che: “È consentito l’uso del defibrillatore semiautomatico in sede extraospedaliera anche al personale sanitario non medico, nonché al personale non sanitario che abbia ricevuto una formazione specifica nelle attività di rianimazione cardio-polmonare.” Ma in contrapposizione a questa legge vi è quella sull’omissione di soccorso, punita dall’articolo 593 del codice penale. Questa norma infatti afferma che “Chiunque, trovando un corpo umano che sia o sembri inanimato, ovvero una persona ferita o altrimenti in pericolo omette di prestare l’assistenza occorrente o di darne immediato avviso all’Autorità è punito con la reclusione fino a un anno o con la multa fino a 2500 euro.” Come abbiamo spiegato più in dettaglio quando parliamo di Cosa si Rischia Penalmente Quando si Utilizza un Defibrillatore, la legge è chiara: il primo dovere di chi si trova davanti a una persona in pericolo è prestare l’assistenza necessaria e quindi, in caso di arresto cardiaco, utilizzare il defibrillatore che si ha a disposizione.

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