Sopravvivenza all’Arresto Cardiaco: Più Alta Quando si Insegna la Rianimazione Già a Scuola

La formazione BLSD già ai nostri studenti permette di aumentare le percentuali di intervento in caso di arresto cardiaco, aumentando la sopravvivenza e limitando i danni neurologici.

La formazione BLSD (che insegna come praticare il massaggio cardiaco e utilizzare il defibrillatore) offre senza dubbio maggiore sicurezza e consapevolezza durante le manovre di rianimazione cardiopolmonare, da cominciare immediatamente quando ci si trova di fronte a una persona in arresto cardiaco. Ma cosa succederebbe se queste manovre fossero insegnate già a scuola agli studenti?

La formazione BLSD già in ambiente scolastico può portare a tassi più elevati di sopravvivenza all’arresto cardiaco: è quanto dimostrato da una ricerca preliminare che verrà presentata a Chicago presso il Resuscitation Science Symposium 2018 dell'American Heart Association - una conferenza internazionale che mette in luce il meglio della ricerca sulla rianimazione cardiovascolare.

Lo studio

I ricercatori hanno analizzato i dati raccolti in 14 stati degli Stati Uniti, raccogliendo un campione di oltre 109.000 pazienti che hanno subito un arresto cardiaco extra-ospedaliero di origine non traumatica (il 64% uomini, il 49,4% bianchi, il 19,1% afroamericani, il 2,3% sudamericani, il 2,9% di altra origine e il 26,4% di origine non specificata).

Lo studio ha messo in luce come negli Stati in cui le manovre di rianimazione cardiopolmonare erano insegnate già alle scuole superiori, la percentuale di astanti che intervenivano con il massaggio cardiaco aumentava. Ma ad aumentare era anche la sopravvivenza alla dimissione ospedaliera e la sopravvivenza senza gravi danni neurologici (inabilità cerebrale da lieve a moderata).

Dei casi studiati dal 2013 al 2017, il 59% degli arresti cardiaci si è verificato in Stati in cui è richiesta la formazione BLSD già dalle scuole superiori. In questi stati:

E in Italia?

L’insegnamento del Primo Soccorso sta arrivando in tutte le scuole, dalle medie alle superiori. Con l’articolo 1, comma 10, della legge n. 107/2015 voluto dal ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca e dal ministero della Salute, anche gli studenti e le studentesse italiani sapranno riconoscere un arresto cardiaco, praticare la rianimazione cardiopolmonare e infine utilizzare il defibrillatore. Sono queste le principali manovre salvavita che possono aiutare a ridurre i decessi in caso di arresto cardiaco.

"Con questo progetto sulle manovre salvavita insegnate ai giovani - commenta Mario Balzanelli, presidente del Sis 118 - saranno formati 5 milioni di studenti e 800 mila tra professori e personale Ata. Ogni anno con la Maturità usciranno dalle scuole 500 mila giovani in grado di usare un defibrillatore e con un certificato Blsd".


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